Vincenzo Polizzi

Salviamo l’Osteopatia

Negli ultimi anni si sta assistendo, in ambito osteopatico, ad un decadimento della sua filosofia originaria, generato da nuovi movimenti che, nonostante ne proclamino l’efficacia, altro non fanno che allontanarsi nettamente dallo scopo e dalla motivazione che condussero alla nascita dell’Osteopatia nella seconda metà dell’Ottocento. Questo articolo nasce dal desiderio di far luce sui fenomeni che stanno conducendo ad un’allarmante distorsione di questa scienza e dalla volontà di fare un’analisi dura e, spero costruttiva, del quadro osteopatico italiano odierno.
Da alcuni anni, si è assistito alla nascita di due fenomeni controversi: da un lato, ci sono professionisti che cercano disperatamente di esercitare e promuovere l’Osteopatia secondo i concetti originari di A.T. Still, di farla accettare al mondo medico, di iniziare ricerche che tendano ad evidenziarne le potenzialità e di comprovarne, con metodo scientifico, la validità; dall’altro lato, esiste una pletora di “pseudo-professionisti” che aggiungono una “falsa osteopatia” a qualche altra professione o pratica (fisioterapia, metodi olistici, preparazione fisica, yoga, zumba, pseudo-medicine dal sapore orientale e new age…) e che vendono un prodotto finale che altro non è che un “minestrone di tecniche” rivolte a diminuire la sintomatologia riferita dalla persona, in antitesi con gli originali concetti osteopatici.

Nell’ultimo periodo numerosi italiani si sono avvicinati all’Osteopatia, incrementando statisticamente la percentuale di richieste di trattamento, ma le errate interpretazioni di quest’ultima hanno fatto sì che i risultati delle terapie non siano stati sempre positivi, inducendo i pazienti a rivolgersi a numerosi “professionisti” prima di trovarne uno realmente preparato.
Ritengo che due siano i fenomeni che contribuiscono maggiormente a creare nuovi modelli osteopatici inadatti e non efficaci. Il primo è quello per il quale presunti osteopati neodiplomati si lanciano nel campo della ricerca e della formazione senza tuttavia avere un’esperienza clinica e teorica adeguata e, molto spesso, senza conoscere i motivi per i quali l’Osteopatia è nata. Essere un “diplomato” non significa essere un “professionista”. Il secondo consiste invece nella tendenza a confondere la “tecnica” con l’ “Osteopatia”. La maggior parte dei corsi post-graduate, difatti, verte sull’esclusivo insegnamento di tecniche, senza tenere in considerazione che queste sono solo gli “strumenti” con cui si interviene sul paziente.
L’inadeguata e sterile formazione post-lauream, unitamente alla mancanza di umiltà che caratterizza molti dei diplomati in questa branca, sono il motivo per cui è sempre più facile, ad oggi, rivolgersi ad operatori poco qualificati, i quali si presentano spesso con titoli abusivi che sfiorano il reato di usurpazione di titolo (art. 498 del codice penale) e travisano la filosofia osteopatica, mettendo in cattiva luce questa disciplina e screditando il lavoro di coloro che la praticano con profonda dedizione ed in modo esclusivo: i veri “professionisti”.
Ciò che contraddistingue un vero osteopata è il ragionamento clinico e la fine palpazione, che si apprendono solo dopo molti anni di studio e di pratica. Inoltre, egli dovrebbe possedere un’ottima conoscenza delle materie scientifiche di base, le quali danno la possibilità di avere un esatto quadro clinico del paziente e di interagire con altre figure, come ad esempio il medico, sullo stesso livello culturale. Ciò richiede notevoli impegni e sacrifici, motivo per il quale la “vera Osteopatia” rappresenta una via che solo pochi hanno il coraggio e la volontà di intraprendere.

A causa della leggerezza con la quale i finti professionisti praticano questa disciplina, l’Osteopatia italiana non sta crescendo, ma si sta involvendo ad un ritmo drammaticamente veloce ed i risultati di questo suo declino saranno visibili tra pochi anni.
Con sempre maggior frequenza sui social media vengono pubblicati video ed articoli di coloro che non posso far altro che definire “opinionisti auto referenziati”, che forniscono una visione dell’Osteopatia edulcorata, ingannevole e falsa. Purtroppo ciò accade anche in contesti quali le trasmissioni radiofoniche, le trasmissioni televisive e le riviste del settore, nelle quali intervengono e scrivono personaggi che, con metodiche improprie, snaturano la disciplina e che, pertanto, non oserei definire “colleghi”. Questo è ciò che accade, purtroppo, quando i media consentono a qualunque operatore di dir ciò che vuole. Il risultato di questa ingannevole divulgazione rappresenta un danno gravissimo ed irreparabile per l’Osteopatia italiana.
Personalmente ho scelto di diventare un osteopata professionista immediatamente dopo aver conseguito il diploma. Mi sono inserito nel mondo della ricerca e della formazione post-graduate in “punta di piedi” e solamente dopo 15 anni di studio, di pratica clinica e di insegnamento svolto in due delle più importanti scuole italiane. Nonostante questo percorso, non mi sento tutt’ora “professionalmente arrivato” ed il desiderio di essere in grado di avere una visione d’insieme più ampia mi ha portato ad iniziare lo studio delle Scienze Biologiche, al fine di colmare le lacune di conoscenza e di approfondire numerosi argomenti che sono alla base della teoria osteopatica.
In questo periodo storico il mondo osteopatico è in una situazione critica, in bilico tra il riconoscimento di professione ed il marchio di “ciarlataneria”. Ritengo sia dovere di tutti coloro i quali tengono a questa professione combattere il “non-professionismo”, la falsa divulgazione e l’ignoranza.
Salviamo l’Osteopatia, per favore!

Con profondo dolore, Oliviero Bonetti – D.O.

OMICRON BETA Scientific Committee

Even before defining the articles of association, we gathered the members of the scientific committee and we started working rightaway.

The Scientific Committee is made up of:

Dr. Giuseppe Morelli, M.D.

Medical Surgeon Doctor specialised in Cardiothoracic Surgery. He is former Managing Director of the Operative Unit of Cardiothoracic Surgery, Hospital San Filippo Neri, Rome. At the moment, he works as an expert in the management of in- and out-of hospital major emergency situations, conventional and unconventional events (natural or incidental disasters, CBRN scenarios).

 Dr. Daniela Willems

Research Biologist. PhD in Cytological and Morphogenetic Sciences. Former Professor of the Cell Culture Lab, Master’s Degree Course in Cellular and Molecular Biology (University of Viterbo). She is currently in charge of the  Ecotoxicology Lab. The research activity focuses on animal cell differentiation observed in models of in vitro cultures tested through samples of toxicity coming from environmental pollutants.

Dr. Valerio Chiurchiù

Research Biologist. Currently working as a researcher at the Medical School and Integrated Centre for Research of Campus Bio-Medico University and at the Santa Lucia Foundation IRCCS, Neurochemistry of Lipids Lab. Both located in Rome. His research activity is focused on the regulatory effect bioactive lipids have on the inflammatory response of different population groups of the immune system, in both physiological and pathological processes ( neurodegeneration, chronic inflammation e.g. MS, Alzheimer’s). He is also  studying the role of new bioactive lipids (resolvins, maresins..) in collaboration with prestigious universities such as The University of Stockholm and Harvard Medical School of Boston.

Dr. Fabio Calabrò, M.D.

Medical Doctor specialized in Oncology. Managing Director of the Oncology Department at San Camillo-Forlanini  Hospitals. Beside the clinical practice, he carries out research activity taking part as investigator in numerous international clinical trials, phase I to III.

Adrianus Jacobus de Koning, D.O.

Director at the International College of Osteopathic and Manual Medicine (ICOMM). He was  President of the Dutch Register For Osteopathy from 1990 to 2001.Former President of the Upledger Institute and the Institute of Manual Therapy (SCOMM). De koning  works in collaboration with the Barrall Institute and is also collaborating in the research project on atrial fibrillation with the Cardiologogy Department of the Fatebenefratelli Hospital in Rome.

Jonathan Parsons, D.O.

Graduated from the European School of Osteopathy (ESO) in Maidstone, UK. Former International Head of Department at the ESO.

Other professionals are part of the staff or collaborate in indirect form and there ‘s many new specializations that are converging into Omicron Beta ranging from veterinary science to engineering. I’m convinced that the collaboration and integration of different disciplines of scientific background may create a productive environment in which new ideas can emerge and  new knowledge can propel us forward. Last year I visited the Koch Institute for Integrative Cancer Research , I observed the way they worked and I was inspired, I found confirmation for what I had long been thinking. The key concept is collaboration among professionals coming from different backgrounds.

We are already working on a first ambitious project. Due to privacy and corporate secrecy I can’t, nor do I want to, reveal any more details. Suffice it to say that there will be the possibility of making use of modern technologies and of developing new devices that might study what happens in the tissues following osteopathic manipulations, the modification in molecular patterns and how some pathological processes (oncogenesis, inflammation) can be affected. For this reason, we are working with the support of the University of Tor Vergata (Rome) and the University of Viterbo.

Think, believe, dream and dare! Our final goal is to prove that Osteopathy deserves a prominent place among the official sciences.

I also founded the GAMMA WAVE srl – Advanced Osteopathic Education and Training, an association with the aim of organizing high profile post-graduate courses.

We will be operating in two directions:

  • Post-graduate courses within the osteopathic domain. These will relate to topics that are usually overlooked during classical education;
  • Courses about basic scientific subjects such as Cytology, Histology, Biochemistry, Physiology, Physiopathology, etc…

The reason behind this choice lies in the unwavering conviction that if the professional osteopath wants to be able to communicate and be welcomed in the scientific community, he needs to have the proper knowledge. Too often that’s not the case. If we claim to fix something, we should at least know how it’s made and how it works. The outstanding complexity of the human organism and how it interfaces with the environment is largely unknown but I think it’s an ethical obligation for every osteopath to know as much as possible about this extraordinary machine we work on every day.

In order to do this we need to go back to basics, “You need to know the alphabet before you call yourself a poet”. Basic scientific subjects are the alphabet in our profession. These knowledges will allow the osteopath to be at the same level as any other scientist and give an added value to the profession. As we are still struggling for official recognition, we should consider this prerequisite of fundamental importance.

“Shoot for the moon. Even if you miss you’ll land among the stars”.