La “Omicron Beta Osteopathic Research” è un’associazione in fase di definizione, senza fini di lucro, che ha come obiettivo principale la ricerca scientifica in ambito osteopatico. La volontà di base è quella di coordinare e far interagire professionisti di diverse discipline al fine di stimolare la nascita di nuove idee e di mettere a confronto le conoscenze in campo osteopatico, biologico e medico per provare l’efficacia dell’Osteopatia ed i suoi limiti.

L’Osteopatia è nata per curare le malattie, come espresso nel concetto originario del suo fondatore, il Dr. Andrew Taylor Still, medico americano.

Negli ultimi anni l’opinione pubblica ha acquisito una visione dell’Osteopatia lontana dai concetti originari. Spesso viene vista come un rimedio esclusivo per il trattamento dei problemi a carico dell’apparato muscolo scheletrico (lombalgia, cervicalgie, sciatica,…) o di qualche disturbo funzionale (gastrite, cefalea, colon irritabile, dismenorrea,…), facendola sembrare a volte una sorta di Fisioterapia. Molto spesso l’ambito patologico viene evitato dagli osteopati tradendo i concetti originari dettati da A.T. Still.

L’Osteopatia ha potenzialità enormi e può trovare applicazione anche in alcuni tipi di patologie.

Obiettivo della “Omicron Beta” è quello di provare, con rigore scientifico, queste potenzialità.

L’Osteopatia non è un “trattamento”, sarebbe più corretto parlare di Medicina Osteopatica (come avviene tuttora negli Stati Uniti). Come medicina non può, e non deve, essere considerata una “medicina alternativa”, ma una “medicina complementare” che si affianca, integra e supporta la medicina convenzionale.

Nell’idea di Still, e di diversi fisiologi moderni, un processo patologico (infiammatorio, infettivo, tumorale, ….), che sta iniziando all’interno del corpo, si manifesterà inevitabilmente con sintomi o disfunzioni anche sull’apparato muscolo-scheletrico e sul sistema nervoso, endocrino, immunitario, ecc. Ciò avviene grazie a collegamenti anatomici, nervosi e vascolari tra regioni interne del corpo (visceri, ghiandole,…) e quelle più esterne (apparato muscolo-scheletrico, cute…).

Inoltre, ad un livello microscopico, si produrrà un’ alterazione dell’ambiente meccanico, esterno ed interno alle cellule, di quella porzione di tessuto. Questo si traduce con ciò che, in ambito osteopatico, si chiama “disfunzione somatica”, cioè una restrizione di mobilità tissutale (e/o articolare) che rispecchia un processo metabolico/biochimico alterato. Questa alterazione meccanica, dell’ambiente cellulare, induce un cambiamento nella fisiologia che porterà ad alterazioni della funzione e, probabilmente, anche a processi che possono innescare o favorire l’istaurarsi di una patologia.

Obiettivo dell’Osteopatia è quello di ricostituire un ambiente meccanico in equilibrio, in modo da far funzionare, in modo efficiente, le cellule, i tessuti, gli apparati e l’organismo nel suo insieme.

Dall’ambiente meccanico dipende l’ambiente biochimico e viceversa. Meccanica e biochimica sono le due facce di una stessa medaglia. Negli ultimi anni moltissimi studi (Harvard Medical School, Massachussetts Institute of Technology, ecc.) hanno focalizzato l’attenzione sull’importanza degli stress meccanici, agenti sulle cellule, responsabili di processi patologici importanti (ad esempio l’oncogenesi) o di alterazioni nella replicazione e trascrizione del DNA.

Gli osteopati lavorano con manipolazioni, quindi con forze meccaniche che vengono esercitate su vari tessuti (che costituiscono ossa, muscoli, articolazioni, visceri, ghiandole, arterie, nervi, …) con l’obiettivo di ripristinare il corretto equilibrio meccanico sul tessuto. Questo permette di ristabilire un efficiente funzionamento cellulare che è alla base di una corretta fisiologia e dei processi di autoguarigione dell’organismo.

Ristabilire la regolare fisiologia e stimolare i processi di autoguarigione sono due principi fondamentali dell’Osteopatia. Il primo prevede una valida interazione tra struttura (anatomia) e funzione (fisiologia). Il secondo prevede il corretto funzionamento di tutti i tessuti ed apparati, cioè il corretto funzionamento dell’intero organismo (globalità del corpo). La ricerca dello stato di salute generale del paziente è l’obiettivo primario dell’osteopata e non la cura del sintomo o di uno specifico disturbo.

La “Omicron Beta” si prefigge di divulgare gli autentici concetti osteopatici, di rileggerli secondo le più moderne conoscenze della Biologia e della Medicina e fare ricerca per provare l’efficacia del Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT – Osteopathic Manipulative Treatment) nel modificare e/o bloccare alcuni processi patologici.

Lo scopo è anche quello di trovare le risorse economiche necessarie, presentando progetti e reclutando sostenitori e benefattori nella popolazione.

Tra i possibili campi di ricerca: le malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson,…), i processi di stress ossidativo, la risoluzione dei processi infiammatori, i processi oncogenetici ed altro ancora.

Oltre alla ricerca, l’associazione si occuperà anche di divulgazione e approfondimento culturale. L’intento è quello di organizzare incontri, conferenze, convegni e corsi “post-graduate” per elevare la preparazione dei professionisti osteopati non solo nelle materie osteopatiche ma anche in quelle biologiche e mediche di base. Questo sarà a carico di una società, la “GAMMA WAVE srl – Advanced Osteopathic Education and Training”.

Chi siamo

La “Omicron Beta Osteopathic Research” è un’ associazione senza fini di lucro che ha come obiettivo principale la ricerca scientifica in ambito osteopatico. La volontà di base è quella di coordinare e far interagire professionisti di diverse discipline al fine di stimolare la nascita di nuove idee e di mettere a confronto le conoscenze in campo osteopatico, biologico e medico per provare l’efficacia dell’Osteopatia ed i suoi limiti.

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